Il punto sul casino delle sale LAN in Italia

di pask Commenta

il caso LANGate ha scatenato un vero putiferio tra gli appassionati, ma l'agenzia delle dogane risponde e tranquillizza gli autorizzati.

È cominciato tutto l’ultima settimana di aprile, quando un imprenditore noto per le sale slot dove ci sono vincite in denaro, ha denunciato l’irregolarità delle sale LAN in Italia all’agenzia delle accise, dogane e monopoli. Le sale LAN sono diventate un punto di riferimento per gli appassionati di videogames e soprattutto di e-sports. Sappiamo come questo fenomeno sia in forte crescita nel mondo e qualcuno ha ben pensato di portarlo anche in Italia. Sergio Milanesi titolare di LED srl ha quindi fatto presente l’irregolarità di queste sale.

Si è scatenato un putiferio negli appassionati con video dove si mostravano sigilli sopra alle attrezzature e si rimuginava sul fatto che in Italia qualcuno si è sentito colpito nel proprio business, perché effettivamente sale del genere tolgono parecchio introiti a chi gestisce sale slot perché non generano nuovi ludopatici, o quantomeno li possono indirizzare altrove. La priva vittima è stato l’esport palace di Bergamo.

L’esposto è stato pubblicato a questo link ed a quanto pare si accennava al fatto che tutte le attrezzature presenti in una sala LAN non fossero omologate adeguatamente. Secondo Milanesi tali sale “rappresentino delle attività che svolgono concorrenza sleale rispetto all’attività svolta dalla sottoscritta società, che è tenuta a conformarsi in modo zelante e pedissequo alla normativa applicabile. Ci riserviamo di segnalare tale situazione anche all’Autorità Italiana della Concorrenza e del Mercato

Dopo tutto il polverone alzato in principio dai titolari che hanno messo i video su internet e dall’ipocrisia dello stesso Milanesi che a quanto pare vorrebbe aprire lui stesso una sala LAN, ha finalmente parlato l’organo preposto ADM che si sta occupando del caso chiarendo opportunatamente la situazione. Il caso LANGate, intitolato così, pare riguardare solo effettivamente chi è privo di autorizzazioni e non come si pensava che fosse la fine di tutte le sale LAN italiane. Il problema è stato risolto così “In uno dei 4 casi sottoposti a controllo, l’operatore commerciale ha esibito e messo a disposizione degli ispettori, la documentazione amministrativa attualmente riconosciuta corretta per l’esercizio dell’attività di gioco nella sala LAN. Ciò ha permesso alla Direzione Giochi, di riconoscere la legittimità dell’attività posta in essere dal soggetto privato e, pertanto, di concludere l’ispezione amministrativa senza alcun rilievo né contabile né amministrativo” gli altri casi sottoposti effettivamente a sequesto sono capitati laddove non ci fosse effettivamente nessuna forma di autorizzazione. Quindi nessuno sta demonizzando i videogames in Italia, semplicemente chi vuole aprire una sala LAN può ancora farlo, con le dovute autorizzazioni come per ogni altra attività e secondo la legge 689/81.

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