Diablo II: il mito risorge

di pask Commenta

Qualche informazione in più su un titolo che continua a far parlare di sé

Ormai è un trend acclarato che dura da alcuni anni e non sembra essere destinato ad attenuarsi a breve: il mondo videoludico vive di nuove avventure ma anche e soprattutto della gloria di grandi opere del passato, un po’ come in qualsiasi altra forma d’arte. É proprio in questo quadro che si innesta la freschissima notizia esplosiva arrivata da Blizzard: ritorna in versione rimasterizzata uno dei videogiochi che, da solo, ha segnato un’epoca e allo stesso tempo un mirabile paradigma per il genere Action RPG.

Ma non solo: Diablo II ha posto anche le basi per il gioco online di massa, dato che i giocatori potevano accedere a partite comuni in base alla loro area geografica di appartenenza (che in anni successivi poteva essere bypassata tramite l’utilizzo di una rete VPN, di modo da poter spostare la localizzazione del proprio PC. Inutile dire, tuttavia, che è è consigliabile avere la VPN più veloce per riuscire a giocare senza incappare in lag).

Diablo II

Ma quali sono stati i punti di forza che hanno reso questo gioco iconico? Andiamo a vederli uno per uno.

La trama: una discesa in un tetro inferno

I più appassionati la conosceranno già perfettamente, ma, per i meno avvezzi, la trama di Diablo è piuttosto densa e articolata, praticamente impossibile da riassumere in poche righe. Ma se vogliamo farne un sunto comunque intelligibile, basterà dire che la atavica lotta fra bene e male è solo il contorno a quella che è in realtà la storia della sopravvivenza del genere umano. Nell’universo immaginario del gioco, le forze angeliche e quelle demoniache si fonteggiavano da tempo immemore, fino a che un angelo – Inarius – insieme alla figlia di uno dei principali antagonisti malvagi – Lilith, protagonista del prossimo Diablo IV – decidono di fuggire alla battaglia e creare Sanctuary, un mondo al riparo dalle guerre, su cui poi sorgerà l’umanità. Molto tempo dopo tuttavia angeli e demoni si accorgono di questa terra pacifica e decidono di seminare il panico e la violenza tra i malcapitati esseri umani. Diablo II narra quindi nello specifico la storia di come un eroe umano salva il pianeta dall’attacco dei tre fratelli Mephisto, Diablo e Baal, che nell’immaginario di gioco sono i signori del regno degli inferi.

Il sistema di gioco: molte classi e molti stili

Una delle cose più rappresentative – e innovative – è stata l’introduzione delle classi. Originariamente erano previste 5 classi: 

  • Incantatrice: che padroneggiava magie, sia difensive che d’attacco, per uno stile di gioco che puntava a rimanere lontano dal nemico, colpendolo dalla distanza.
  • Paladino: abile nell’attacco fisico e quindi interprete di uno stile di gioco basato sull’attacco fisico diretto e sull’utilizzo di status alterati benefici per migliorare le proprie statistiche.
  • Barbaro: molto simile al Paladino, iconicamente rappresentato come un energumeno muscoloso armato di ascia.
  • Negromante: specializzato nello sfruttare il nemico a proprio vantaggio, convertendo gli avversari a combattere per sè
  • Amazzone: le cui abilità eccellevano in agilità e destrezza oltre che essere performante sia nell’attacco fisico sia che dalla lunga distanza.

Successivamente, con l’espansione “Lord of Destruction” si sono aggiunte due classi ulteriori:

  • Assassina: dotata di agilità e potente attacco fisico, ma anche in grado di utilizzare attacchi a distanza contro il nemico
  • Druido: divenuto famoso per il fatto di trasformarsi, un po’ come un lupo mannaro, incrementando tutte le statistiche del personaggio.

Ciò fa capire che le varie classi permettevano la scelta del proprio stile di gioco ideale, oltre che attribuire una automatica longevità al gioco, dato che ogni giocatore ha sempre avuto la curiosità di finire il gioco con vari personaggi.

Sistema di oggetti: set e nomi dal sapore epico

Un’altro aspetto iconico è quello degli oggetti. Naturalmente, come in ogni Action RPG, il proprio personaggio va “vestito” con oggetti vari (armatura, cappelli, armi varie, anelli, amuleti, ecc) ognuno dei quali garantisce bonus alle statistiche del personaggio stesso, rendendolo quindi più o meno forte. Diablo II era famoso per avere una lista innumerevole di oggetti da poter trovare, alcuni dei quali rarissimi (e che avevano raggiunto quitazioni anche ragguardevoli in vendita tra gli utenti della community di Battle.net).

Alcuni esempi famosi sono “Enigma”, armatura che permetteva di teletrasportarsi in giro per la mappa (grosso vantaggio quando si è circondati da scheletri armati di spade!), o ancora “Catene dell’Onore” utile per migliorare le resistenze, “Spirit” scudo che faceva guadagnare punti alle abilità, e molti altri.

La community e la novità

Dal lontano anno 2000, in cui il gioco ha visto la luce, ora l’annuncio di Blizzard di un imminente Remaster (cioè lo stesso gioco precedente, con comparto grafico modernizzato) ha colto tutti di sorpresa, ma ha allo stesso tempo riacceso il fuoco di molti appassionati che hanno dedicato anni a creare i loro personaggi preferiti nel gioco e all’interno della vastissima community internazionale che lo popolava, che potremmo quasi definire come una prima vera comunità nerd. Le informazioni al momento sono ancora pochè, ma l’hype è già alle stelle, consci del fatto che il nuovo look darà nuova linfa a un gioco le cui caratteristiche restano immortali. Allo stato attuale Blizzard prevede l’apertura di un Alfa Test per la modalità single player a di un secondo Alfa Test per la modalità multiplayer.

Non ci resta dunque che attendere ancora un po’, per poi tornare a dare la caccia al nemico pubblico numero uno: Diablo, il Signore del Terrore.

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