Censura nei videogiochi: argomento scottante

di pask Commenta

I videogames oggetto di censura arrivata al picchiduro Street Fighter e forse anche a titoli marchiati Sony.

La censura dei videogiochi è da sempre un argomento molto contorto. In base ad alcuni periodi si è passati da censure estreme, del tipo sangue di colore verde o corpi che spariscono, ad estrema violenza come in giochi tipo Mortal Kombat a cui siamo abituati. Erano anni che qualcosa in merito non si smuovesse e da giocatori eravamo tutti contenti per la libertà di espressione, ma la cosa sembrerebbe aver preso piede. Negli ultimi anni la “cancel culture” si sta accanendo non poco con qualsiasi prodotto di intrattenimento, causando disagi e lamentale sempre più ai limiti dell’assurdo.

Una delle assurdità menzionate poco prima è proprio quello capitato ad uno dei giochi culto per gli amanti dei picchiaduro. Parliamo di Street Fighter 2 e di una modifica che Capcom avremme fatto con il rilascio della “Capcom Stadium” una raccolta di titoli in cui troviamo anche lo stesso titolo menzionato. A quanto pare dal livello di Honda sarebbe stato rimosso il famoso sole nascente, spiazzando i giocatori che si sono ritrovati a giocare in un’arena a cui mancava qualcosa.

Come potete notare dall’immagine la differenza si nota abbastanza. Né Capcom, né Nintendo hanno rilasciato dichiarazioni riguardo questo cambiamento, che aveva interessato anche Street Fighter V all’epoca della sua uscita, dove il sole era stato privato dei raggi colorati. L’ipotesi più plausibile è il simbolismo legato a questo sole, che per la maggior parte dei nipponici rappresenta l’imperialismo dell’epoca in cui l’esercito occupò la Cina e la Corea. Per evitare disguidi, visti i tempi in cui è stato citato persino Holly e Benji, la scelta potrebbe essere sensata.

La censura di Sony

Un’altra azienda interessata da questo argomento è proprio la patria delle console playstation. Si vocifera che Sony vorrebbe rimuovere le scene troppo violente dai videogiochi futuri e speriamo che non interessi anche quelli passati, perché dovrebbe fare manbassa di troppi titoli iconici. Questa politica è da sempre stata adottata da Nintendo e non si spiega perché, dove sono nati giochi come God of War o The Last of Us, si voglia proseguire verso una direzione che già solo a sentirne vociferare allarma non pochi giocatori, che vorrebbero si mantenesse lo stile che ormai c’è da anni. La libertà d’espressione, a prescindere dai fondamenti in cui uno crede, è il miglior strumento democratico esistente. Nel momento in cui la censura parte senza controllo, l’argomento diventa serio e potrebbe finire male anche per cose più serie dei videogiochi. Speriamo che almeno questa sia una voce infondata.

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